Il 3 novembre del…
…1943 Adolf Hitler emana la direttiva strategica n. 51:con essa decide di sospendere ulteriori invii di truppe sul fronte orientale,dove oramai l’ Armata Rossa è sulla controffensiva,per guarnire le forze già dislocate nell’ Europa occidentale,tra Olanda,Belgio e Francia,al fine di prevenire,o comunque contrastare,un sempre più probabile sbarco alleato per l’ apertura di un secondo fronte in Europa .
Nel maggio di quello stesso ’43 le forze sottomarine tedesche,pur brillantemente guidate dall’ ammiraglio Karl Doenitz,avevano difatti perso la cruciale battaglia dell’ Atlantico:da allora,il trasferimento di uomini,mezzi e materiali dall’ America all’ Inghilterra,ove si andava progressivamente formando il corpo di invasione dell’ Europa,si fece inarrestabile,rendendo l’ invasione stessa certa .
Una invasione necessaria per aprire quel secondo fronte più volte richiesto da Stalin,per alleviare il gigantesco sforzo sovietico nel respingere verso ovest una Wehrmacht comunque ancora tutt’ altro che battuta;non poteva del resto considerarsi un vero secondo fronte quello italiano,che per le sue ben note caratteristiche morfologiche – la forma per così dire “stivalesca” della penisola,contrassegnata da un continuo succedersi di fiumi,catene montuose,gruppi collinari facilmente difendibili e strette pianure che di fatto ostacolavano l’ avanzata delle grosse formazioni corazzate angloamericane – si prestava benissimo all’ abile azione di contrasto magistralmente orchestrata dal feldmaresciallo Albert Kesselring .
Alla fine di quello stesso mese di novembre,il feldmaresciallo Rommel fu nominato ispettore generale di tutte le difese costiere occidentali,il cosiddetto “Vallo Atlantico”,nel gennaio ’44 divenne anche vice-comandante in capo dell’ intero fronte occidentale (=quello di lì a poco investito dall’ invasione):egli si prodigò senza sosta per sviluppare il sistema difensivo costiero,introducendo anche nuove tattiche antisbarco – tra cui i famigerati “asparagi di Rommel”,grossi spuntoni conficcati nel terreno retrostante la costa per ostacolare l’ aviosbarco dei paracadutisti – ,non senza contrasti col suo superiore,il feldmaresciallo Gerd von Runstedt,e con altri generali e comandanti operativi .
Secondo alcuni critici egli fece soltanto perdere un mucchio di tempo e denaro nell’ apprestare un vasto quanto inutile dispositivo di difesa,ma è probabile che,se l’ opera disinformatrice della intelligence angloamericana – mirante a far credere ai Tedeschi che l’ invasione non sarebbe avvenuta in Normandia,come poi fù,ma altrove – non avesse avuto successo,e se lui stesso avesse avuto più libertà di manovra nel disporre di tutti i reparti sotto il suo comando,comprese alcune divisioni corazzate ben addestrate,sarebbe riuscito a respingere lo sbarco,con conseguenze che,grazie a Dio,noi oggi possiamo solo immaginare .
Sulla epopea del D-Day è stato scritto e pubblicato moltissimo,perciò mi limiterò a suggerire quei testi che più mi hanno colpito (e convinto):
-) David Fraser / “Rommel” / Mondadori ;
-) Larry Collins / “Il D-Day” / Mondadori ;
oltre alla sempre ottima storia generale della SGM :
-) John Keegan / “La Seconda guerra mondiale.Una storia militare” / Rizzoli



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